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ANFIBI E RETTILI IN OLTREPO'

Spostiamo ora l’attenzione sull’erpetofauna (anfibi e rettili), un gruppo animale al quale appartengono specie generalmente difficili da osservare ma che tuttavia offre al visitatore numerosi spunti di interesse. Nella cultura popolare i più noti sono i rettili ed in particolare i serpenti. In Oltrepò vi sono 8 specie di serpenti, tutte innocue tranne una, la Vipera comune (Vipera aspis), la quale è si velenosa ma, salvo rari casi, non rappresenta un pericolo reale per l’uomo. A dispetto del suo nome italiano non è in realtà così comune e anche laddove è presente risulta essere particolarmente difficile da osservare. Il suo areale oltrepadano è ristretto alla fascia montana.

Senza nulla togliere all’indubbio fascino che la Vipera comune suscita negli appassionati di natura in generale, sono altre le specie di maggior interesse. Una particolarità delle Terre Diverse è quella di ospitare tutte le tre specie appartenenti al genere Natrix, una caratteristica di simpatria esclusiva dell’area appenninica in cui si trova l’Oltrepò (e nello specifico la Val Staffora). Le tre specie sono: Natrice dal collare (Natrix natrix), Natrice viperina (Natrix maura) e Natrice tassellata (Natrix tessellata). Questi serpenti sono legate agli ambienti acquatici e i torrenti appenninici sono gli ambienti migliori in cui andarne in cerca.

Sempre a proposito di rettili merita una citazione un sauro (lucertole e affini) molto particolare: la Luscengola comune (Chalcides chalcides). Si tratta di una sorta di lucertola la quale nel corso del processo evolutivo ha “perso” quasi completamente gli arti e pertanto si muove strisciando alla stregua dei serpenti. Specie tipica di climi caldi e ben soleggiati è presente in alcuni Paesi dell’area mediterranea e in Europa la sua distribuzione si limita alla sola Italia. Per questo motivo rappresenta una di quelle specie “da vendere” per scopi ecoturistici, in quanto l’Oltrepò Pavese è uno degli ambiti territoriali posti più a settentrione a livello continentale e perciò, anche per questo motivo, può essere potenziale meta di appassionati naturalisti.

Tra gli anfibi sono presenti ben tre specie endemiche della Penisola Italiana: Geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii), Salamandrina dagli occhiali (Salamandra terdigitata) e Rana appenninica (Rana italica). Ancora una volta le Terre Diverse sono l’area geografica più a nord in assoluto dove incontrare questi animali.

A queste tre specie è bene aggiungerne una quarta, il Tritone alpestre (Triturus alpestris) di cui è presente in Italia una sottospecie endemica (T. a. apuanus) che non si rinviene in nessuna località posta più a settentrione dell’Oltrepò Pavese.

Una passeggiata in media e alta Val Staffora, ad esempio, permette all’ecoturista di incontrare sul suo cammino pozze, abbeveratoi e rii ricchi di queste strane creature, alcune delle quali mostrano una livrea molto variopinta (i tritoni e le salamandre).

Gli anfibi sono indubbiamente legati all’acqua, anche se esclusivamente in determinati periodi dell’anno e per svolgere specifiche funzioni vitali (la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve) mentre i veri “protagonisti”dell’ambiente acquatico sono i pesci. I corsi d’acqua oltre padani, in particolar modo il torrente Staffora, sono ancora caratterizzati da una comunità ittica di un certo valore conservazioni stico. A tal proposito è bene soffermarsi su una specie in particolare, la Lasca (Chondrostoma genei), endemismo italiano che sta mostrando una riduzione del proprio areale e che mantiene invece una discreta popolazione proprio nel torrente Staffora. La fortuna di questo torrente sta nella presenza dello sbarramento di Voghera che di fatto impedisce la risalita alle molte specie alloctone (le quali popolano il Fiume Po e gran parte dei suoi affluenti) conservando in questa maniera una comunità ittica di indubbia rilevanza composta esclusivamente da specie autoctone.

Francesco Gatti

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