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LA CULTURA DEL VINO

Una tradizione antichissima, un'esperienza sconfinata.

Sin dai tempi di Strabone l'Oltrepò è considerata una zona di produzione di vini di qualità. Depretis e la filossera caratterizzarono la vocazione spumantistica di tale terra. Terra che è anche, anzi soprattutto, antica dimora della vite. Un'importante testimonianza arriva dal reperto di un tralcio di vite, risalente ai tempi preistorici, trovato nei pressi di Casteggio.

Strabone, ai tempi dei Galli paleoliguri, addirittura attribuì all'Oltrepò Pavese l'invenzione della botte. Nei suoi testi fu descritta di dimensioni più grandi delle case. Nei secoli successivi, s’incontrano poi altre testimonianze. Andrea Bacci, per esempio, nel XVI secolo, descrisse i vini di tale zone con il termine “eccellentissimi”.

L'Oltrepò Pavese vitivinicolo trova le sue radici nel secolo scorso, nel rinnovamento globale del mondo vinicolo italiano di quel periodo. E' sufficiente ricordare che nel 1884 l'Oltrepò Pavese vantava ben 225 vitigni autoctoni. Oggi sono circa una dozzina quelli di maggior diffusione, seppur non mancano produttori collezionisti che hanno raccolto qualche testimonianza del passato, come Moradella o Uva della Cascina o altre varietà ancora.

Sentori d'eccellenza

L'Oltrepò è territorio ad elevata "eno-diversità". Si pensi ad esempio al pregiato Pinot Nero, vinificato sia in nero che in bianco, all'importante Buttafuoco, all'allegria del Bonarda, alla freschezza del Riesling.

Il fatto di essere un lembo di terra collinoso a cavallo fra quattro regioni molto diverse - Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna -  rende "speciali" i vini dell'Oltrepò Pavese conferendo loro sentori unici.

L'Oltrepò pavese è incontrastato protagonista nella produzione di vino spumante prodotto con il Metodo Classico, grazie anche al lavoro intrapreso dell'allora ministro Agostino Depretis. Quest'ultimo fu colui che per primo intuì la potenzialità del Pinot nero impiantato in alta collina e diede il via alla sua introduzione in Oltrepò Pavese. Questa qualità è stata nel tempo ispirazione per molti enologi ed imprenditori. Tra questi spicca il nome dell'ingegner Domenico Mazza di Codevilla, il quale arrivò a progettare e a produrre una bottiglia particolare per lo spumante, in grado di resistere alle alte pressioni. Ancor oggi è possibile vedere qualche raro esemplare etichettato con la scritta "Champagne dell'Oltrepò".

Un paesaggio segnato dalla cultura del vino

Qui il vino è un esperienza che va oltre il suo assaggio: è una cultura nell'aria. Le cantine storiche, visitabili, creano un'atmosfera da brividi durante la degustazione. I vigneti aggiungono carattere e sfumature impensabili al paesaggio. Antichi riti e mestieri legati a questa produzione lasciano palpabili solchi del tempo andato un pò ovunque.

Chi non capisce di cosa si sta parlando non è mai stato in Oltrepò pavese.  

Denominazioni DOCG e DOC

La produzione enologica dell'Oltrepò Pavese a indicazione geografica è suddivisa in:

  • 1 Docg (Oltrepò Pavese Metodo Classico);
  • 7 Doc (Bonarda dell'Oltrepò Pavese, Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese, Casteggio, Oltrepò Pavese, Oltrepò Pavese Pinot grigio, Pinot nero dell'Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese); 
  • 1 Igt (Provincia di Pavia).

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